Roskilde Festival:<br>il rock nel Nord dal 1971

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Un tempo uno degli eventi di punta per gli hippie, oggi è il festival più importante della Scandinavia, consacrato da grandi nomi tra cui Sting, Nirvana, Iggy Pop, U2, Eric Clapton, Ray Charles, Prince e tante altre leggende che si sono esibite sul palco del Roskilde. Tuborg è da anni main sponsor del Roskilde e farne parte per noi è una benedizione.

Il Roskilde Festival è il festival più grande dell’Europa del Nord, ogni estate attira più di 130.000 fan che si riuniscono per vivere un’esperienza unica, ascoltando alcuni dei pezzi da novanta del mondo della musica oltre ad alcune delle promesse più interessanti di ogni stile musicale.

Anche oggi, a 46 anni dalla prima edizione, questo festival è all’avanguardia e l’età media dei partecipanti, 24 anni, determina la sua unicità. Il programma è una vera e propria cornucopia di vecchi successi di ogni genere concepibile: dal mainstream pop, R&B, hip hop e rock all’heavy metal, rave e musica da ogni angolo del mondo. Altra caratteristica distintiva del programma del Roskilde Festival – oltre a riflettere il panorama musicale di oggi e i vari generi musicali che si intrecciano fra loro – è la possibilità di scovare nuovi talenti, invitati ad esibirsi su palchi minori, per iniziare ad assaporare il gusto di una performance dal vivo. Molti di loro poi verranno chiamati ad esibirsi su palchi di festival più importanti mentre altri sono persino ritornati come gruppo spalla del concerto sul palco più importante in assoluto, l’Orange Stage.

La star danese Mø di fama mondiale, che vanta collaborazioni con Justin Bieber, i Major Lazer e Iggy Azalea per citarne solo alcuni, è un esempio lampante della firma danese che ha sfondato nel panorama internazionale. Nel 2013, si è esibita al Pavilion Junior, un palco minore del festival, in uno dei quattro giorni dell’evento. Durante i preparativi, l’anno successivo, è passata al secondo palco per importanza, l’Arena, e ha coronato il suo percorso con uno show dall’Orange Stage che ha incantato tutto il pubblico. Lei stessa considera quel concerto la chiave di volta della sua brillante carriera.

 

“Il Roskilde è stato un qualcosa di folle e di assolutamente inaspettato. È stato il momento saliente del mio periodo con i The Streets e senza dubbio il mio miglior concerto.”

Mike Skinner aka. The Streets, 2011, Ritzau.

L'orange feeling

Ma il Roskilde Festival è molto più che una semplice celebrazione della musica. Per chi partecipa, il festival è quasi un luogo mitico, dove vivere esperienze indimenticabili: a tal proposito, gli organizzatori dell’evento si impegnano al meglio per attrarre e fare stare insieme tutti i fan. In qualità di main sponsor di lunga data, Tuborg contribuisce in modo attivo a creare quell’atmosfera unica che caratterizza il festival, il cosidetto“orange feeling”. Anders Cold, all’età di 34 anni, ha deciso di andare per la prima volta al festival nel 1999. Da allora, anno dopo anno, come un fedele pellegrino, si è messo in viaggio verso il Roskilde e si è accampato per partecipare al concerto. Se ripensa al suo primo festival, si ricorda quella moltitudine di palchi, le distese dei campi, le migliaia di persone e il rumore nell’aria, un mix di elementi che sommati insieme innescavano una sorta di shock culturale: “È come se qualcuno ti sbattesse in faccia una TV a colori in 3D, dopo aver passato tutta l’infanzia e l’adolescenza a guardare la tele in bianco e nero.” Con gli anni, il pubblico ha cominciato a dividersi in gruppi per genere (fan del grunge rock, del metal, dei raver, hip-hop e skaters), ma l’atmosfera che regnava era sempre di grande apertura e accoglienza nei confronti di chiunque condividesse la stessa passione per la musica. Lo ricorda come una “sorta di piastra di Petri di subculture, dove sentivi il tuo genere di appartenenza, oppure potevi cambiare campo, se ti interessava qualcos’altro.”

L’amore e il supporto che ho ricevuto ieri sull’Orange Stage al Roskilde Festival mi fanno commuovere fino alle lacrime. Esprimo il mio più sentito affetto, rispetto e riconoscenza verso tutti coloro che erano lì e hanno contribuito a rendere quei 90 minuti un’esperienza davvero indimenticabile.

MØ, Instagram

Bruce [Springsteen] entra nel nostro camerino e chiede: “Ragazzi, voi uscite di nuovo e suonate con noi durante il nostro show?” [...] È il momento più alto della mia carriera. [...] Mi ricordo di aver pensato tra me e me, lo sai che finalmente ce l’abbiamo fatta? E questa emozione mi accompagnerà sempre.

Tariq "Black Thought" Trotter (The Roots) -From Snap Judgment LIVE in NYC!

Mind-opening experiences

Un altro racconto, di un ventunenne con meno esperienza ma non per questo meno entusiasta. È Jeppe Bang Østergaard, che ha partecipato al Roskilde Festival ogni anno dal 2013. Per Jeppe il festival è una vera e propria oasi per rompere con la routine quotidiana e, nella stessa misura, una comunità che aiuta a spezzare i pregiudizi nei confronti delle persone.

“Entri come in una bolla che è completamente diversa da quello a cui sei abituato a fare nella vita quotidiana. Tutti hanno i piedi per terra e ti metti a parlare con persone a cui non rivolgeresti mai la parola a casa. Se per esempio sali su un autobus, non andresti mai a sederti vicino a qualcuno che non conosci – qui invece sì. Ecco quello che mi ha conquistato, ed ecco perché ci ritorno ogni anno”, dice.

Quest’apertura si riflette anche nel programma, che in realtà non è la ragione che spinge Jeppe ad andare al festival; ma con l’aiuto di amici, questa diventa un’esperienza di apertura mentale: “Magari pianificavo di andare a un concerto ma poi sette volte su dieci finivo da qualche altra parte. Spesso capita di ascoltare qualcosa che non vorrei mai sentire in cuffia mentre torno a casa in bici, ma poi quando sei lì, con un gruppetto di persone, vieni inondato anche tu da quell’energia.”

 

“Nella collaborazione con Tuborg, abbiamo davvero fatto un ottimo lavoro nell’evitare l’omologazione – siamo sempre pronti a dare risposte e soluzioni uniche nel loro genere. Consolidare questo tipo di approccio è una delle cose che facciamo proprio bene insieme”, racconta Christina Bilde, portavoce del Roskilde Festival.

Essere parte di un qualcosa di più grande

Al Roskilde Festival, ciascuno è parte di un qualcosa di più grande.Uno degli elementi chiave della comunità del festival è il volontariato. Ogni anni 32.000 volontari fanno tutto, dal montare i palchi al servire milioni di birre, dall’aiutare il personale ai punti ristoro al raccogliere i rifiuti, dallo scrivere il giornale del festival all’aiutare il pubblico a non perdersi tra i vari campi. La portavoce del Roskilde Festival Christina Bilde è molto orgogliosa di questo spirito di volontariato.

“Il volontariato è tutto. Il Roskilde Festival non avrebbe potuto esserci senza i volontari”, afferma. “Non è solo questione di dare una cornice al festival, ma sono la comunità, la dedizione e il desiderio di voler fare la differenza che guidano i numerosissimi volontari – anche in relazione al fatto che siamo un’organizzazione non-profit. Ci piace dire che i volontari sono il cuore del Roskilde Festival.”

La Fondazione Tuborg ha aiutato il festival a puntare sullo spirito del volontariato attraverso un progetto di ricerca che ha raccolto le esperienze e le opinioni di alcuni volontari e ha esaminato anche come promuovere la motivazione e l’impegno tra i volontari. Anche Tuborg ogni anno è presente all’evento con progetti che danno un tocco di colore all’esperienza del Roskilde Festival. Tra i contributi di Tuborg nel corso degli anni ricordiamo una piscina di 50 metri tra i campi del festival, una ruota panoramica, una roll-bar, un palco mobile per DJ a forma di stereo portatile, concerti pop-up nell’area camping e una birra prodotta appositamente per il Roskilde Festival con l’aiuto del pubblico.

Il Roskilde è stato il mio primo festival, e niente potrà mai batterlo. Devo avere la mia dose di Roskilde.

Jeppe Bang Østergaard, new Roskilde Festival-goer.

“Roskilde è stato il mio primo e più grande amore in termini di eventi culturali e davvero lo sento dentro di me.”

Anders Cold, long-time Roskilde Festival-goer
  • Author: Rasmus Junge