Cerchi divertimento a Copenaghen? Non perderti VEGA

Vega Copenhagen crowd

Con più di 300 concerti all’anno, VEGA è l’indiscusso protagonista a Copenaghen tra i luoghi della musica. Questa location iconica ha recentemente festeggiato il ventesimo anniversario. Una festa a cui la Fondazione Tuborg non poteva mancare.

Progettato da Vilhelm Lauritzen nel 1956, Vega è una colonna portante della storia danese. In origine, l’edificio era chiamato “La casa della gente”, perché era proprio così: un luogo dove le persone possono incontrarsi, godere della vita e stare insieme. Dall’aspetto semplice all’esterno, ma con uno stile moderno, arredato con cura e profondamente suggestivo all’interno.

La fama di “casa della gente” è andata scemando negli anni Ottanta e questo gioiello dell’architettura ha rischiato di essere trasformato in uno dei tanti e noiosi supermercati. Per fortuna, nel 1996 grazie al coraggio e alla visione di BjørnNørgaard, lo spazio ha riaperto i battenti ed è stato battezzato con il nome VEGA, la casa della musica, della cultura, dei giovani.

Da allora, VEGA è il locale che gli amanti della musica non possono perdersi. Lì si possono incontrare per la prima volta le leggende del panorama musicale: Coldplay, Placebo, Moby, e chi più ne ha più ne metta. Date un’occhiata al programma qui.

Recentemente VEGA ha festeggiato il ventesimo anniversario e ovviamente non ci siamo presentati a mani vuote. Come regalo di compleanno, la Fondazione Tuborg ha contributo al nuovo sistema audio, per deliziare le orecchie dei fan negli anni a venire.

Vega concert crowd

Johan Olsen, musicista, voce principale dei Magtens Korridorer e membro del Consiglio della Fondazione Tuborg, ha tenuto un discorso in occasione dell’anniversario di VEGA. L’abbiamo tradotto per voi in italiano dal sito della Fondazione Tuborg per darvi un assaggio di ciò che quel luogo rappresenta sia per gli artisti che per il pubblico e sottolineare quanto per noi sia importante contribuire con il nostro supporto. Non dimenticatevi di farci un salto quando siete a Copenaghen!

“Per noi musicisti, Vega è la Terra Promessa. È la Regina dei Locali di Musica..."

Per noi musicisti, Vega è la Terra Promessa. È la Regina dei Locali di Musica, l’approvazione finale degli sforzi nella sala prove o il tentativo di gruppi stranieri di cimentarsi su un palco internazionale. VEGA è il luogo in cui li avete sentiti per la prima volta; stiamo parlando dei Coldplay, dei Placebo e, più recentemente, dei Daughter. VEGA significa lunghe file di teenager, dall’aspetto insolitamente tirato a lustro, che strillano il mercoledì sera quando vi affrettate per rientrare a casa per vedere chi suona quella sera, per scoprire poi che è un tipo assolutamente sconosciuto a noi di una certa età, ma che strilla proprio come uno di loro.

VEGA è il luogo in cui gli abitanti del posto, tutti vestiti di nero e pieni di tatuaggi, con un bicchierino di Fernet si siedono e aspettano di essere storditi da Hank Williams III. VEGA è il mio locale, e anche se fa freddo ci andiamo in bici, magari solo con una maglia per evitare di fare la coda al guardaroba. Magari succede che volevi fare un salto per sentire quel gruppo spalla e vedere come suonano, ma poi non ci sei riuscito perché hai incontrato Jake and Dellefar (LapdogDad) al McKluud (http://www.mckluud.dk/). VEGA è il luogo in cui Daisy (la ragazza dell’autore) per caso si è trovata a chiacchierare per un po’ con David Bowie. VEGA significa rimanere in piedi nel salone e aspettare che i tecnici sistemino tutte quelle cose strane sul palco e poi fare una capatina al bar, prendere una birra e sperare di riuscire a ritrovare Daisy al ritorno.

Se alle 18 di un giovedì vedi la zona super affollata, puoi stare sicuro che è per la gente che va al VEGA, che si riunisce a gruppetti, senza dubbio in agitazione quanto dei bambini, anche se mostrano un finto scetticismo per l’ultimo brano uscito, mentre noi, seduti al nostro tavolo, cerchiamo di capire che tipo di musica ascolteranno prima di fare una domanda diretta.

Per me, VEGA significa arrivarci in bici dopo la prova audio. Posteggio la mia bici vicino al Lagkagehuset (una panetteria) per evitare di trovarla poi sepolta tra montagne di biciclette. Entro nell’ascensore, saluto la donna che è di servizio e che è sempre stata estremamente gentile e mi incammino per raggiungere gli altri. Anche se ti sei già esibito a centinaia di concerti, suonare al VEGA rimane sempre una sorta di consacrazione. VEGA è un tempio maledetto! E poi lì c’è Leigh Pearce, lo chef degli chef, che mi dà il benvenuto e mi chiede se Daisy ci raggiungerà e se siamo pronti per il risottino ai funghi, e poi il dispenser con la birra alla spina, che mi tenta mentre i miei amici vanno e vengono… e puoi essere un mostro, o chissà chi, ma qui è diverso perché giochi in casa, questo è il tuo Vesterbro (quartiere di Copenaghen), e questo è il tuo VEGA.

Poi arriva il momento di salire sul palco, ultimo giro nel vecchio bagno dal pavimento a mosaico, mentre sali le scale e cammini al buio e inizi a sentire il rumoreggiare della gente in sala, il tecnico della musica che prova l’impianto audio mentre il nostro backliner, con le braccia conserte, ci sorride e con gli occhi chiede: “Allora? Pronti?” Dai un’occhiatina al pubblico in attesa all’entrata e c…o, c’è una marea di gente, è da pazzi, il nostro manager dice poi “30 secondi”. Rasmussi sfrega le mani fredde e dice, come vuole la tradizione “Andrà da schifo” e poi…è arrivato il momento, suonare dal vivo al concerto più spettacolare di sempre, avvolti in una forma ben definita, di legno pregiato, davvero meravigliosa, che trasuda ricordi e splendore.

VEGA viene anche chiamato Lille VEGA (Piccolo VEGA) dove mi sono perso tre volte in quello che assomiglia al mondo di Alice nel Paese delle Meraviglie, con corridoi che si incrociano, scale, mezzanini e magazzini. Sostanzialmente sei intrappolato in una scena degli Spinal Tap.

 

 

"VEGA vive intensamente dentro colui che l’ha baciata”

VEGA è dove nascono i sogni, dove si ride e si piange; dove puoi essere travoltodalle tante diverse espressioni racchiuse nell’essenza dell’essere umano; se ci vai, al VEGA, si vive con intensità, VEGA vive intensamente dentro colui che l’ha baciata.

VEGA ha attraversato momenti belli e brutti. Spero davvero in un futuro radioso. Spero e credo che le persone che hanno un peso qui sappiano la grande responsabilità che ricoprono rispetto sia ai dipendenti che al pubblico. Non vedo l’ora di vivere maree di concerti al VEGA. E spero di poterne vedere qualcuno anche dal palco. Forza, VEGA. Un ringraziamento e congratulazioni”.

  • Source: Tuborg Foundation